Dislessia e indennità di frequenza: come richiederla

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Tuo figlio ha la dislessia o un altro DSA (disortografia o discalculia) e hai deciso di presentare la domanda per ottenere l’indennità di frequenza. Come fare?

Come richiedere l’indennità di frequenza

Spiegazioni esaurienti per le modalità di presentazione della domanda di indennità di frequenza si trovano sul sito INPS e su vari altri siti, fra cui handylex.org, ai quali rimando.

Di seguito, un piccolo promemoria. Le regole riportate sono aggiornate alla data di scrittura di questo articolo. Cercherò di tenerle aggiornate. Meglio sempre, però, controllare sul sito INPS che non siano cambiate.

Richiedere l’indennità di frequenza in 5 mosse

  • chiedi il certificato medico introduttivo (a pagamento) al pediatra o ad altro medico (che abbia scelto di accreditarsi presso l’INPS): si tratta di una procedura che il sanitario compie direttamente sul sito INPS, dopo aver letto la relazione specialistica con la diagnosi di DSA
  • ritira la copia cartacea originale firmata dal medico stesso e la ricevuta con il codice identificativo della procedura attivata
  • presenta entro 90 giorni domanda all’INPS riportando il numero di protocollo del certificato medico introduttivo (lo può fare un patronato o lo puoi fare da te, dopo aver richiesto il PIN all’INPS; se scegli il fai da te, ti consiglio di richiedere per tempo il PIN, perchè una parte di esso arriva via posta cartacea; inoltre, il PIN deve essere rilasciato a tuo figlio)
  • aspetta di essere convocato a visita presso la ASL (tramite lettera raccomandata ed eventualmente email o SMS, se sono stati indicati nella domanda all’INPS: consigliabile per evitare disguidi postali e il conseguente rischio di perdere la visita)
  • presentati alla visita con il bambino, munito di:
    • fotocopia del documento di identità,
    • certificato medico introduttivo in originale (verrà trattenuto dalla commissione: meglio farne una fotocopia per il tuo archivio)
    • documentazione clinica in originale (di ciascun documento presenta anche la fotocopia, che verrà trattenuta dalla commissione);
    • eventuale documentazione delle spese sostenute o il preventivo delle spese da sostenere accompagnato dalla prescrizione dello specialista (in alcune regioni è preferibile che lo specialista sia un medico)

 

Come aumentare le probabilità di ottenerla?

Di seguito alcuni semplici consigli, che hanno dato buoni risultati in alcuni casi di dislessia o di altri DSA. Naturalmente, non vi sono garanzie di nessun genere. A te la scelta se seguirli o meno, magari dopo esserti consultato con lo specialista di tua fiducia, o il patronato, o un avvocato.

Presenta una relazione diagnostica del disturbo specifico di apprendimento che evidenzi:

  • il grado di compromissione delle abilità di base (lettura, scrittura e calcolo) dovuto al DSA (rispettivamente dislessia, disortografia, discalculia)
  • la quantificazione delle difficoltà scolastiche che ne conseguono (per questo può essere utile allegare anche una relazione delle insegnanti): comprensione dei testi, studio, attenzione in classe, organizzazione, ecc.
  • l’impatto emotivo che questa situazione genera sul bambino o ragazzo: fiducia in se stesso, consapevolezza del proprio valore, umore, relazioni interpersonali, ecc.

Attenzione!
La diagnosi di disturbo specifico di apprendimento di per sé non garantisce il riconoscimento del diritto all’indennità di frequenza.
La commissione stabilisce se il bambino rientra nella condizione prevista dalla legge (“non essere in grado di svolgere le funzioni proprie dell’età”) in base al grado di compromissione scolastica ed emotiva causato dal disturbo di apprendimento. Una semplice relazione che attesta la presenza di dislessia, disortografia o discalculia, quindi, non basta.

È una buona idea, naturalmente, presentare la documentazione sanitaria relativa a patologie che abbiano un effetto peggiorativo sulle capacità del bambino di compiere i compiti propri della sua età.

E se la richiesta viene respinta?

Si aprono due strade:

  • Ripresentare la domanda dopo alcuni mesi, indicando un aggravamento della situazione

La seconda strada è più complessa e costosa, ma talvolta l’unica percorribile, soprattutto se la commissione che visiterà nuovamente il bambino è la stessa (come accade nei piccoli centri) e se l’aggravamento non è molto evidente.

In caso di ricorso il bambino verrà visitato (a pagamento) da un consulente del tribunale e da un consulente dell’INPS. Oltre a visitare il bambino, i consulenti esamineranno la documentazione che presenterai. Inutile dire che è utile dimostrare, fatture alla mano, quanto è impegnativo garantire al bambino o al ragazzo dislessico training, tutoraggio e materiali per compensare il disturbo di lettura, scrittura o calcolo.

Esistono alcune sentenze incoraggianti, anche recenti, che hanno riconosciuto il diritto all’indennità di frequenza nei DSA complessi. Tuttavia, esistono possibilità di rigetto  e i costi, in tal caso, sono ancora più elevati.

 

L’indennità di frequenza scade?

Certo: ovviamente scade al compimento dei 18 anni (si parla infatti di “minori”).

Non solo: le commissioni assegnano in genere una durata limitata nel tempo a questo riconoscimento per i DSA.
In base alla mia esperienza: due-tre anni al massimo.
Poi, viene fissata una revisione (una nuova visita). Sarà l’INPS stesso a convocarti per la visita di revisione.

 

 

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