Dislessia e università: 10 consigli alle matricole

Dislessia e universita 10 consigli alle matricole sullo sfondo aula universitaria

All’università con la dislessia? Impegnativo ma possibile. 10 consigli per sentirsi padroni della situazione e partire con il piede giusto.

In queste settimane penso spesso alle “mie” ragazze e ai “miei” ragazzi con DSA ormai grandi, che in queste settimane, dopo anni di dure battaglie scolastiche, si affacciano a una nuova avventura, quella universitaria. Per accompagnarli ho scritto un decalogo di consigli. Così, per una volta, non mi rivolgerò alle mamme e ai papà, ma direttamente ai ragazzi.

10 consigli alle matricole “con DSA”

1. All’università per scelta

Iscriviti a questo nuovo ciclo di studi solo se lo vuoi tu. Evita di farlo perchè spinto da altri (mamma e papà, amici, parenti vari): gli studi universitari sono difficili per tutti e a te richiederanno una dose in più di impegno e dedizione. Se studi per te stesso ce la farai, se studi per accontentare altri, prima o poi molto probabilmente ti arrenderai.

2. Studi che ti appassionano e interessano

Non costringerti a studi privi di qualsiasi attrattiva per te, perchè ti dicono che così troverai più facilmente lavoro o perchè in famiglia si aspettano tu subentri nell’attività professionale di casa. Scegli, invece, un corso di studi che ti appassioni e interessi, per gli stessi motivi di cui sopra.

Se ne hai la possibilità, scegli con cura la sede universitaria. Alcuni criteri potrebbero essere:

  1. disponibilità del corso di laurea di tuo interesse
  1. attenzione di quell’ateneo ai DSA
  1. presenza di risorse specifiche (tutoraggi, dotazioni informatiche, ecc.)
  1. piattaforma di e-learning per integrare la didattica “standard”.

3. Caratteristiche del tuo DSA

Tieni conto delle caratteristiche del tuo DSA quando scegli il corso di laurea: ad esempio, certe forme di discalculia possono rendere la frequenza del corso di laurea in Matematica molto stressante.

Non scegliere però di volare troppo basso, perchè ti sembra che tutto sia troppo difficile: con gli aiuti giusti, una forte motivazione e molto impegno ti stupirai tu stesso di dove potrai arrivare.

4. Aiuti e imbarazzo

Sfrutta tutte le opportunità di aiuto che puoi ottenere per frequentare con successo l’università. Gli studi universitari sono più difficili di quelli della scuola superiore e ognuno deve affrontarli nelle condizioni ottimali. Non cedere ad inutili imbarazzi o al desiderio di “sembrare come gli altri”. Nascondere il problema non lo farà sparire e potrebbe spingerti, invece, ad abbandonare gli studi.

Sii orgoglioso di come sei, DSA compreso: fa parte di te, come tante altre tue caratteristiche. Pensa ai tuoi talenti e a come potrai condividerli con gli altri, se accetterai di utilizzare gli strumenti compensativi e le misure dispensative che ti servono.

5. Trova risorse

Individua e rivolgiti all’ufficio universitario che si occupa di DSA per ottenere gli aiuti che ti spettano per legge. In genere, le università trovano comodo accorpare l’ufficio per i DSA con quello per la disabilità in un unico servizio. Alcuni ragazzi trovano questa situazione fastidiosa o addirittura se ne fanno scoraggiare e evitano di richiedere ciò che loro spetta.

Non farlo anche tu:

  1. ti invito a valutare che si parla di ufficio disabilità “e” DSA. Quella “e” significa che le due cose non si sovrappongono
  1. non considerare, comunque, la disabilità come una parolaccia: essere disabili significa avere punti deboli, più o meno evidenti al mondo esterno, ma anche punti forti. Inoltre, i punti deboli sono opportunità. Le difficoltà sono lì lungo il percorso per farci conoscere aspetti della vita che ci resterebbero altrimenti preclusi e per farci crescere e maturare

6. Documentazione

Presenta la documentazione richiesta dall’ufficio. Sii preciso e rispetta modalità e tempi stabiliti da questo come dagli altri uffici dell’università (per esempio per l’immatricolazione).

7. Protagonista del tuo apprendimento

In molte università gli uffici disabilità e DSA prevedono un colloquio conoscitivo con un loro operatore o con un docente delegato dal Rettore (generalmente coinvolto professionalmente in disabilità e/o DSA).

Questo colloquio spesso serve a stabilire quali strumenti compensativi potrai usare e a quali misure dispensative avrai diritto (anche se vi sono università che si attengono a quanto scritto nella relazione clinica: lo trovi riportato nel regolamento di ateneo per i DSA; in questo caso verifica che nella relazione siano stati elencati tutti gli strumenti e le misure che ti sono utili).

E’ importante che tu abbia le idee chiare su:

  1.  diritti garantiti dalla legge 170/2010 per gli studi universitari,
  1. risorse che la tua università offre a chi ha un DSA (lo trovi in genere nella pagina dell’ufficio disabilità e DSA del tuo ateneo)
  1. manifestazioni del tuo DSA
  1. tipo di aiuto che ti serve e vuoi richiedere

Ricorda: non è più come a scuola dove insegnanti e genitori, magari tutor, si preoccupavano di capire quali risorse e strategie fossero più adatte per te. Ora sei tu il protagonista del tuo apprendimento: devi conoscere i tuoi punti deboli e i tuoi punti forti nell’apprendere e, quindi, sapere quali strumenti compensativi e misure dispensative ti servono. Essendo in grado anche di argomentarlo.

8. Parla con i docenti

Segnala il tuo DSA ai docenti  quanto prima, almeno all’inizio di ogni corso. Non a metà anno, quando magari le difficoltà sono già diventate per te ingestibili.

Parlare all’inizio dell’anno ti aiuterà a non perderti tra le difficoltà del corso, scoraggiandoti e con il rischio di gettare la spugna.

E servirà al docente (e di conseguenza nuovamente a te): la maggior parte dei docenti è, infatti, disponibile, ma può avere bisogno di tempo per capire come adeguare la didattica alle tue esigenze. Tieni conto che per lo più i docenti universitari non sono ancora abituati a gestire studenti con DSA e hanno bisogno di orientarsi per capire come farlo nel migliore dei modi. Un argomento che può creare problemi è l’uso del registratore a lezione: verifica prima con l’ufficio disabililità e DSA se l’università lo autorizza. Se è così, segnalalo al docente all’inizio dell’anno, se non altro come atto di cortesia.

Ricordati che ogni docente ha un tempo settimanale dedicato al ricevimento degli studenti: usalo per comunicare con lui/lei. Se hai bisogno di appuntamenti extra, puoi chiederli a fine lezione o, preferibilmente (e forse è anche meno imbarazzante per te), via email (o tramite altri canali, se previsti dall’università).

9. Studente attivo e partecipe

Sii uno studente attivo e partecipe e sarai già a metà della fatica universitaria.

STUDENTE ATTIVO E PARTECIPE: CIOE’?

  1. studia il sito della tua università e fatti un’idea di tutto quello che può esserti utile
  1. raccogli tutte le informazioni sui corsi che frequenterai durante il primo semestre
  1. scopri dove si trovano le aule delle lezioni: se hai problemi di orientamento, fai una prova nei giorni precedenti l’inizio delle lezioni. Il primo giorno sarai probabilmente abbastanza emozionata/o e potresti più facilmente perderti, arrivando in ritardo a lezione, magari nell’aula sbagliata
  1. studia le pagine web dei tuoi futuri docenti per vedere quali materiali mettono a disposizione degli alunni e scaricali
  1. impara a usare la piattaforma di e-learning con le lezioni videoregistrate (se il tuo corso di studi ne fa parte)
  1. fatti un’idea a lezione di quali docenti siano disponibili a fornire spiegazioni supplementari a chi non ha capito.
    Certo non potrai aspettarti di essere aiutato dopo ogni singola lezione, ma in alcuni casi potresti ricevere un supporto utile. Creare un rapporto più personale con i professori, fra l’altro, rende meno stressante il momento degli esami.
    Probabilmente, incontrerai maggiore disponibilità da parte dei docenti che hanno corsi poco numerosi e, quindi, possono permettersi di dedicare maggior tempo ad ogni studente
  1. a lezione siediti nelle prime file (soprattutto se registri la lezione) e fai domande se qualcosa non ti è chiaro;
  1. sfrutta ogni occasione di supporto: alcuni corsi prevedono lezioni extra con tutor per un’integrazione delle spiegazioni, non perderle!
  1. non fidarti del “passaparola” fra studenti sui corsi che non vale la pena di seguire e i cosiddetti libri “inutili”. Almeno all’inizio fatti un’idea personale della situazione, frequenta assiduamente e cerca di stare al passo degli argomenti affrontati a lezione. Sfrutta la possibilità offerta da molte università a chi ha un DSA di usufruire di un prestito prolungato dei libri della biblioteca. Alla fine della giornata in università o negli intervalli tra i corsi, verifica e organizza il materiale raccolto- Fatti un appunto (eventualmente verbale) di quello che non hai capito e da approfondire.
  1. se sei sempre stato abituato a contare sull’aiuto dei familiari per organizzarti, ora dovrai fare da solo/a: impara a usare in modo efficace agende e calendari (magari digitali), a fare liste dei materiali che ti servono per le diverse lezioni, a sistemare al più presto i tuoi appunti, prima di dimenticare la lezione, ecc.

10. Tutela i tuoi diritti

Sii attivo nel tutelare i tuoi diritti e sollecita gli strumenti compensativi e le misure dispensative concordate con l’ufficio disabilità e DSA: sii assertivo, ma garbato.

Ricorda che spesso i tuoi diritti vengono calpestati per ignoranza o distrazione, non per scelta. Fatti supportare, nei casi “difficili”, dall’ufficio disabilità e DSA.

Featured image: pixabay

4 pensieri su “Dislessia e università: 10 consigli alle matricole

  1. ciao Maurizia..siamo Patrizia Soma e Loredana Garau..2 fans del tuo bellissimo progetto..ti aspettiamo a braccia aperte e ci manchi…a presto bacibacibaci

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