Dislessia e università: quali aiuti e come ottenerli

titolo dislessia e universita quali aiuti e come ottenerli e sullo sfondo una pila di libri

La maturità ormai alle spalle, si avvicina per tuo figlio il momento dell’ingresso all’università. Che cosa succede se ha la dislessia o un altro DSA?

La legge 170/2010 fornisce indicazioni sui diritti dei ragazzi con dislessia (e/o disortografia, discalculia, disgrafia) anche nel periodo della loro carriera universitaria. Ogni università le ha, almeno in parte, adattate alla propria organizzazione.

Come aiutare i ragazzi dislessici a far rispettare i loro diritti anche in questa fase dei loro studi?

A chi rivolgersi?

In genere, ogni università dispone di un ufficio o servizio dedicato alla disabilità e ai DSA (disturbi specifici di apprendimento).

Per alcuni ragazzi vedere associati i loro disturbi specifici di apprendimento con la disabilità può essere scoraggiante.
Aiuta tuo figlio a capire l’intento delle università: non vogliono etichettare i dislessici (o gli altri DSA) come disabili, ma hanno solo la comprensibile esigenza di concentrare i servizi di supporto in un’unica struttura.
E aiutalo a comprendere l’utilità di poter affrontare gli studi universitari con gli strumenti compensativi e le misure dispensative cui è abituato.

Come scoprire a chi rivolgersi di preciso? Come reperire i numeri telefonici e l’email del servizio o ufficio disabilità e DSA dell’università prescelta?

Sicuramente tuo figlio saprà come fare una efficace ricerca Google, ma se vuoi assisterlo e sei meno pratico, ti consiglio di aprire la pagina iniziale (www.google.it) e inserire nel campo di ricerca: “studenti DSA università di…”, sostituendo ai puntini la città sede universitaria.

Individuato l’indirizzo web dell’ufficio disabilità e DSA della futura università, dovrebbe essere facile trovare tutte le informazioni utili.

Ricordo che i ragazzi hanno diritto agli ausili fin dal momento dei test di ingresso, per proseguire con le lezioni e lo studio personale, fino agli esami per ciascun corso seguito.

Come attivare gli ausili necessari?

Il primo passo per accedere agli ausili necessari è, ovviamente, disporre di una diagnosi adeguata:

  • formulata correttamente: esplicito riferimento all’ICD-10 (codici F81) (in alcune università, tuttavia, viene accettata anche la denominazione del disturbo: Dislessia e/o Disortografia e/o Disgrafia e/o Discalculia; meglio accertarsi per tempo delle richieste dell’ateneo prescelto)
  • rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale oppure da specialisti o strutture accreditate, se previsti dalla Regione (attenzione: alcune Regioni non hanno accreditato nè strutture nè specialisti privati; verifica prima se la struttura scelta è accreditata per fare la diagnosi, per non sprecare tempo e denaro in una diagnosi “inutile”).
  • non più vecchia di 3 anni; in alcune università (ad esempio quella di Torino), tuttavia, è esplicitamente segnalato che l’anzianità della diagnosi è irrilevante se questa è stata formulata dopo il compimento dei 18 anni.

Sospetti di avere un DSA, ma non hai mai fatto i test per accertarlo? Trovare un centro pubblico al quale rivolgersi dopo i 18 anni non è semplice: trovi un elenco dei centri pubblici che effettuano la diagnosi di DSA agli adulti nell’ebook gratuito DSA adulti: dove rivolgersi per la diagnosi?

Ogni università ha, poi, i propri percorsi burocratici, che andranno studiati attentamente per evitare di vedersi negati per motivi formali i diritti previsti dalla legge:

  • moduli da compilare per segnalare la situazione di DSA
  • regolamenti da rispettare in caso di DSA (ad esempio, con quanto anticipo far pervenire la diagnosi e caratteristiche specifiche della diagnosi stessa, perchè sia riconosciuta)
  • modalità di consegna di moduli e diagnosi (formato elettronico, oppure via posta o di persona)

Che cosa si può richiedere?

Sostanzialmente si possono richiedere gli ausili necessari per affrontare adeguatamente test di ingresso, lezioni, studio e esami.

Ogni università, tuttavia, ha un regolamento in parte diverso, che (pure questo!) andrà letto con attenzione.
Alcune richiedono che gli strumenti compensativi e le misure dispensative siano indicati in diagnosi.
Altre demandano agli operatori del Servizio Studenti con Disabilità e DSA il compito di valutare insieme agli studenti interessati quali ausili siano necessari.
Ad esempio, l’università di Milano Bicocca prevede l’elaborazione di un PIS (Piano Individualizzato dei Servizi, in cui sono individuati i servizi e/o le misure didattiche e di supporto) ed eventualmente di un PFI (Progetto Formativo Individualizzato) da parte di tale servizio, nel quale saranno inclusi gli aiuti previsti.

Insomma, meglio documentarsi con calma e, in caso di dubbi, rivolgersi di persona al servizio o ufficio.

Test di ingresso

In linea di massima, per la prova di ammissione (cosiddetti test di ingresso), tenuto conto della diagnosi e delle modalità di svolgimento della prova (ad esempio, se si tratta di quiz a risposta multipla o, invece, di elaborazione di un testo), dovrebbe essere possibile ottenere:

  • tempo aggiuntivo (fino ad un massimo del 30% in più) per lo svolgimento della prova e/o
  • calcolatrice e/o
  • l’uso di un pc con videoscrittura e correzione ortografica del testo e/o
  • un lettore (per leggere le domande del test)

Lezioni

Per le lezioni dovrebbe essere possibile fruire dei medesimi strumenti compensativi (clicca per leggere gli articoli del blog dedicati agli strumenti compensativi per lettura, scrittura e calcolo) utilizzati nel precedente ciclo di studi (ma occorre sempre verificare sul sito dell’università se questo sia completamente vero), quali:

  • registratore digitale
  • PC con correttore ortografico
  • testi in formato digitale
  • materiali didattici in formati accessibili (presentazioni, dispense, eserciziari), eventualmente forniti in anticipo sulle lezioni (se previsto)

Numerose università si sono attrezzate per videoregistrare le lezioni, mettendole poi a disposizione degli studenti (vi accederanno con le credenziali ricevute al momento dell’immatricolazione).
Si tratta di un notevole vantaggio per gli studenti, in particolare se dislessici, che potrebbe orientare i ragazzi nella scelta della sede universitaria. Questa informazione, tuttavia, inspiegabilmente non è facile da trovare sui siti web dei diversi atenei: occorre fare una specifica ricerca (“e-learning universitario“).
Se avete difficoltà a rintracciare questa informazione per l’ateneo scelto da vostro figlio, consiglio di chiedere in segreteria. Soprattutto, se questa possibilità può aiutare a scegliere fra più sedi universitarie.

Alcune università prevedono, infine, la possibilità di supporto da parte di un tutor didattico alla pari (cioè, uno studente selezionato e pagato dall’università). Il tutor potrà fornire supporto (a seconda dei regolamenti delle diverse università) per:

  1. redazione degli appunti a lezione (per chi ha una diagnosi di disortografia e disgrafia)
  2. lettura testi o altro materiale didattico, quando non è possibile l’utilizzo di sistemi di lettura informatici (software dedicati, audio book, ecc.) gestibili in autonomia

Studio

Per quanto riguarda lo studio, a seconda dell’università, si potrà disporre di:

  • ausili informatici in comodato d’uso
  • postazioni informatiche in apposite aule studio
  • tutorato didattico, individuale o di gruppo

Esami

Infine, per quanto riguarda gli esami, la legge 170/2010 e le Linee Guida allegate al D.M. 5669/2011, prevedono:

misure dispensative

  • privilegiare verifiche orali piuttosto che scritte, tenendo conto anche del profilo individuale di abilità
  • prevedere nelle prove scritte tempo supplementare fino a un massimo del 30% in più oppure l’eventuale riduzione quantitativa, ma non qualitativa, nel caso non si riesca a concedere tempo supplementare;
  • considerare nella valutazione i contenuti piuttosto che la forma e l’ortografia.

strumenti compensativi

  • uso di PC con correttore ortografico e/o sintesi vocale
  • calcolatrice
  • altri strumenti tecnologici

Nel ciclo di studi universitari la legge 170/2010 non ha previsto l’utilizzo di mappe, schemi o formulari durante gli esami. Per poterli utilizzare occorre parlare con il docente di ciascun corso, che ha la facoltà e non l’obbligo di concederne l’uso.

Con il docente, peraltro, si dovrà parlare anche per comunicare la necessità di fuire dei summenzionati strumenti compensativi e misure dispensative. Meglio farlo prima dell’inizio del corso stesso, certamente con largo anticipo rispetto all’esame. Se possibile è bene presentarsi durante l’orario di ricevimento degli studenti; in alternativa, si può chiedere un appuntamento. Alcune università richiedono, tuttavia, di fare una richiesta scritta via email al docente da inviare per conoscenza anche all’ufficio/servizio disabilità e DSA. Gli operatori di questo servizio forniranno così al docente tutta l’assistenza di cui dovesse aver bisogno per garantire strumenti e misure al proprio discente con DSA.

Per affrontare meglio gli esami universitari, potresti leggere anche il mio articolo di approfondimento:

Dislessia e università: quali diritti agli esami?

 

N.B.: per la redazione di questo articolo sono stati esaminati i siti delle seguenti università: Cagliari, Milano, Milano Bicocca, Padova, Pavia, Torino.

 

Per ulteriori informazioni, potrebbero interessarti anche i seguenti articoli:

e l’ebook gratuito:

 

Dubbi sulla vita universitaria di tuo figlio e su come aiutarlo?
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Featured image: pixabay

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